domenica 25 giugno 2017

Lettera alle donne che vorrei amare

Lascio che il fiume scorra,
lo vedo serpeggiare tra le colline,
spettatore di un paesaggio statico
che non conosce mutamenti.

Allora ho costruito un castello sulla collina,
quattro mura bianche e una torre storta,
il fiume è diventato un lago,
e ho regalato ai miei occhi qualcosa di nuovo.

Ora la solitudine mi sta stretta,
queste mura mi soffocano di notte,
il lago affoga i respiri del risveglio.

Allora scelgo d'amare.

Ma l'amore è cosa fragile,
ed io ho sentimenti impetuosi.
Ma l'amore è cosa vera,
ed io vivo di sogni irrealizzabili.
Ma l'amore è competizione,
ed io sono un perdente.

Ti ho sognata,
siamo complici di notti mai accadute,
siamo amanti estranei alle parole,
al tocco della carne,
al sudore del sesso.

Ti ho sognata,
distesa in un sorriso,
danzavi nelle mie lacrime,
cantavi le mie passioni,
fumavi i miei rimpianti,
bevevi i miei sospiri,
dipingevi le mie paure.

Ti ho sognata,
rubavi le stelle al cielo,
la pioggia alle nuvole,
la luce ai lampioni,
le grida ai disperati,
e il calore alle fiamme.

Ti ho sognata,
ma il sole è nemico degli amanti,
e l'alba è complice di omicidi scellerati.

Uccisa dal risveglio di pensieri vuoti,
dal petto si dipana un'onda,
di vergogna e di solitudine,
che mi rimbomba nelle mani,
eco disperato di desideri infranti.

Oltre il sogno non so amare,
superato l'universo, non so nuotare,
e oltre queste parole,
mi perdo nell'infinità delle cose
mai accadute.



One - Francesco Krt



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