Etne

Guida agli Etne:
    Radici profonde


"Se esiste l’odio e il dolore, deve esserci una ragione"



Legame: Ledah. 
Un particolare albero dalla varia fioritura

Sugli Etne:
Quando un Etne nasce, stringe nella piccola mano un seme. I genitori hanno l’obbligo di piantarlo e di curarlo fino alla nascita della pianta, che spunterà dalla terra quando l’Etne cui essa è legata sarà in grado di curarla con le proprie mani. Nel giro di anni la pianta diventa un albero che cresce in base alla cultura, alla saggezza e all’intelligenza del suo Etne, l’età media di ciò è di circa dieci anni, quando il loro aspetto comincia a maturare in quello di un adolescente. Da quel momento in poi, la loro vecchiaia camminerà di pari passo con quella del Ledah che diventa una specie di genitore, di desiderio, di voglia. Tra i suoi fiori e dalla sua corteccia cresce tutto quello di cui l’Etne ha veramente bisogno, quindi nulla di futile, e ciò comprende cibo e acqua sempre in quantità giusta, le coppe finiscono all’unisono con la sete come il cibo lo fa con la fame. Inoltre fa crescere vestiti, bracciali, collane, anelli e armi, ovviamente solo quando l’Etne ne ha veramente bisogno.
Aspetto: le orecchie degli Etne hanno una forma che ricorda vagamente le conchiglie, o almeno nella prima e nella seconda età, mentre nella terza diventano come delle chiocciole, quando la vecchiaia le porta ad arrotolarsi sempre di più verso il basso o l'interno. Per il resto, il loro aspetto è abbastanza umano, mentre i capelli cambiano colore ad ogni stagione, imitando più o meno quello delle foglie del Ledah.

Un'altra caratteristica importante, è quella del mutaforma. Il legame con la natura ha permesso agli Etne di mutare la propria forma nel primo animale che uccidono. Gli insetti e le creature toppo piccole come passeri, topi o scoiattoli, non fanno parte di questi.
 

Geografia:
Il Sialden è una foresta che occupa quasi la metà delle pianure di sangue. Confina a ovest con il mare di Selgo, a nord con la perduta foresta di Bale, a nordest con le paludi e a sud con i domini di Nuria. La posizione centrale, negli ultimi tempi, li ha sfavoriti, diventando il fulcro di numerose guerre.


Politica: Anzianità.
Il Sialden è guidato dall'Etne più anziano della foresta. Al contrario delle altre razze, quando un Etne invecchia lo fa solo con il corpo e non perde mai la propria sana mentalità, la propria capacità di formulare pensieri. I "re" del Sialden hanno sempre un'età compresa tra i 460 e i 500 anni. Questa particolarità è causa di innumerevoli cambi al "potere" nella foresta, con sovrani che lo sono anche soltanto per un giorno. Ovviamente il ruolo della guida non condiziona troppo le scelte degli Etne, perché questa si limita alla sola società intesa come gruppo, o a spargere editti e consigli. Solo nei tempi di guerra che il Sialden ha visto molto raramente, il particolare evento permette all'anziano di agire come un re Nuriano. Altre cariche importanti, sono quelle dei consiglieri anziani. Questi sono scelti personalmente dall'anziano in carica, e l'unica condizione per diventarlo, è di rientrare nella fascia dei rami.
Seguono i Meri, anche chiamati consiglieri dei consiglieri. Sono gli stessi secondi all'anziano che li scelgono e questi, al contrario, devono essere tutti giovani Etne che rientrano nella fascia del tronco. Ogni Secondo può scegliere il numero di Meri che desidera e il loro compito è quello di badare alla loro anzianità, di aiutarli nei viaggi attraverso il bosco, di consigliarli, di spargere editti e qualsiasi tipo di informazione.

Credenze:
Gli Etne non hanno Dei. L'unica cosa degna del loro culto e delle loro suppliche e preghiere, è il Ledah. L'albero soddisfa tutti i loro bisogni primari e delle volte anche quelli secondari. Li protegge dai sentimenti negativi, dalla fame e la sete, dal freddo e dal caldo; di conseguenza, gli Etne non hanno bisogno di ripari, del fuoco, di lavorare per sopravvivere e nemmeno di innamorarsi, perché la loro vita è guidata dal legame. Qualcuno considera l'intreccio come il prezzo di quella vita agiata, altri qualcosa di estremamente romantico.
Parole dell'intreccio: "La natura ha scelto di riunire "..." e "...", e chi meglio di lei sa indicarci la strada? Un tempo il nostro unico amore era l’albero, perché anche l’unico amore dell’albero eravamo noi. Poi un giorno la chioma di ogni Ledah si separò dal suo tronco e diede vita ad un altro albero. Le due parti, non potendo muoversi, cominciarono a scavare sotto terra attirati dall’amore verso la rispettiva metà, e alla fine trovandosi ristabilirono l’equilibrio della natura stessa. Questo è ciò che accade agli Etne oggi, tramite le radici del nostro Ledah possiamo riconoscere la nostra metà, solo in questo modo, diventando una persona sola, si è in grado di generare un’erede"
Non importa che un Etne sia innamorato di un'altra persona, perché alla fine il Ledah vince sempre e mentre i sentimenti umani possono cambiare, l'intreccio delle radici no.
Un'altra credenza Etne, è quella della fioritura del Ledah. Questi pensano che ogni tipo di fiore e colore, indichi un tipo di personalità, caratterizzandoli singolarmente.
Colori del fiore:

  • Rosso: passione, personalità romantica.
  • Arancio: amicizia, che apprezza la compagnia di persone care.
  • Rosa: bontà, persone quasi ingenue e di buon cuore, non capaci di offendere.
  • Giallo: indifferenza, persone che preferiscono vivere nelle proprie idee o evitare conflitti inutili.
  • Blu: pace, persone alle quali piace la tranquillità. 
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  • Colori rari, anche considerati pericolosi per un Etne:
  • Bianco: libertà, caratteri leggermente fuori dalle regole del Sialden e del Ledah, che ambiscono a una vita da nomadi o comunque che amano visitare altri posti.
  • Nero: odio, persone che si offendono facilmente e capaci di odiare. È un fiore raro, come quello bianco, un’eccezione alle regole del Ledah.


Tipo di fioritura:


  • Fiore del leone: carisma, persone convincenti.
  • Fiore del lupo: furbizia, persone astute.
  • Fiore del sole: allegria, persone dalla facile risata o sempre con la battuta pronta.
  • Fiore dell’alba: energia, persone sempre in cerca di divertimento o di caos.
  • Fiore del tramonto: pigrizia, persone che apprezzano la pace e la quiete, e che amano dormire.
  • Fiore della luna: persone notturne, che preferiscono dormire di giorno e vivere di notte.
  • Fiore delle stelle: solitudine, persone che preferiscono starsene da soli o con pochi amici.
  • Fiore della montagna: persone sempre pronte a far festa e a urlare, che preferiscono il caos e il disordine alla quiete e alla pace. Di solito quelli che animano le feste insieme a quelli del fiore del sole.
  • Fiore della fanciulla: persone sensibili che dimostrano con maggiore enfasi quello che provano, con la lacrima facile, spesso capita alle ragazze, per questo è chiamato fiore della fanciulla.
  • Fiore d’acciaio: come il fiore della fanciulla, questo capita spesso agli uomini, e indica un carattere duro, pronto al sacrificio e poco toccato dai sentimenti.
  • Fiore del mare: nostalgici, quelle persone legate ai ricordi o ai luoghi, che soffrono maggiormente la lontananza del proprio Ledah)
  • Fiore del gelo, o fiore dell’inverno: come il colore bianco e nero, è un fiore raro, che indica un carattere freddo e distaccato. Si pensa anche che questo fiore, così come il colore nero, sia il segno di un legame poco solido con il proprio Ledah, che è causa di sentimenti quali un forte odio generato dalla capacità di percepire la sofferenza e l’avidità.



Calendario e feste:

Stagioni:

Stagione della terra (primavera)
Considerata la stagione migliore per il concepimento di un bambino (così che questo possa nascere nelle stagioni dell’acqua o del gelo)

Stagione del sole (estate)
La stagione nella quale di solito le piccole piante di Ledah (piantate nelle stagioni del gelo o delle radici) cominciano a germogliare dal terreno. È considerata anche la stagione della vita.

Stagione dell’acqua (autunno)
È considerata la migliore stagione per la nascita di un Etne, con meno rischi che il bambino muoia.

Stagione del gelo (inverno)
Come la stagione dell’acqua e la stagione della terra.

Mesi:

  • Mese delle radici (gennaio)
  • Si festeggia per tutti quelli ancora nel fascio delle radici, ovvero in età compresa tra 0 e 120.
  • Mese del cervo (febbraio)
  • Si festeggia l’animale che più popola il Sialden, il cervo, e in particolare avviene il rito per mutare la propria forma in quella del cervo. È una semplice tradizione, visto che si più scegliere il cervo anche negli altri mesi.
  • Mese del Ledah (marzo)
  • È un mese nel quale si venerano i propri Ledah, dedicato soprattutto alle curatrici di Ledah.
  • Mese del fiore (aprile)
  • È il mese nel quale i Ledah fioriscono e regalano al proprio Etne un qualcosa al di fuori dei bisogni primari.
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  • Mese del lupo (maggio)
  • Si festeggia il secondo animale che più popola il Sialden, ed è uguale al mese del cervo.
  • Mese del tronco (giugno)
  • Come il mese delle radici, nel mese del tronco si festeggia per tutti gli Etne nella fascia del tronco, di età compresa tra 120 e 400.
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  • Mese del fuoco (luglio)
  • È un mese nel quale gli Etne migrano nei piccoli fiumi e stagni sparsi per tutto il Sialden, o nel mare a ovest e nel fiume Dano a nord. Lo fanno anche negli altri mesi caldi, ma farlo nel mese di fuoco è tradizione. Anche se in realtà, poiché gli Etne grazie alla presenza del Ledah non soffrono né il caldo né il freddo, lo fanno soprattutto per divertimento.
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  • Mese della pace (agosto)
  • Un mese pieno di feste con canti, danze, ballate, poesie e musica.
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  • Mese dell’amore (settembre)
  • È il mese nel quale gli Averon percepiscono con maggiore forza gli intrecci, e nel quale si festeggiano il maggior numero di riti d’intreccio o d’unione. 
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  • Mese della pioggia (ottobre)
  • La pioggia per gli Etne è una cosa piacevole, quando piove è come se tutto si fermasse, un momento di pace e tranquillità. In questo mese si venera la pioggia come portatrice di vita.
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  • Mese della foglia (novembre)
  • Nel mese della foglia, il pavimento del Sialden è un tappeto di foglie cadute che rende ancor più piacevole dormire ai piedi del proprio Ledah. Può essere considerato quasi un mese di letargo, poiché è il periodo con meno feste dove gli Etne preferiscono la solitudine o la compagnia di pochi amici.
  • Mese della chioma (Dicembre) 
  • È l’ultimo mese dell’anno, dove si festeggiano i più anziani Etne del Sialden, ovvero quelli nella fascia della chioma o dei rami, che hanno superato i 400 anni.



Cerchie di guerrieri:

Guerrieri del verde: Etne addestrati nell'arte della spada e dello scudo per passione.

Arcieri-falco: Etne addestrati nell'uso dell'arco, ne fanno parte i migliori arcieri del Sialden.

I signori dell’ovest: una cerchia di guerrieri con Ledah prevalentemente nella parte Ovest del Sialden.

Le due lame: Etne addestrati nell'uso delle due spade.

I servi degli alberi: sono un gruppo misto di guerrieri, e insieme ai due fiumi del sud difendono il Sialden dagli attacchi delle segherie.

I guardiani di Kamau: Kamau era un primo anziano del passato. I guerrieri che giurano di difendere la guida degli Etne, lo fanno anche per quelli futuri. Quando invece un primo anziano ha fatto molto per il Sialden, questi possono abbandonare il servizio e creare una propria cerchia in nome del primo anziano che servivano.

I guardiani di Erma: Erma era un primo anziano del passato (donna) come Kamau.

I due fiumi del sud: un gruppo di Etne del sud che si oppone alle segherie Nuriane.

Lavori:

Primo anziano: sostanzialmente il re del bosco che guida gli Etne.

Consigliere anziano: Etne detti "i secondi" scelti dal primo, che lo aiutano nel guidare il popolo.

Meri: Etne giovani che badano agli anziani secondi e li consigliano. Detti anche: "Terzi"

I curatori di Ledah: Etne che aiutano le giovani madri a far crescere sano e forte l'albero dei bambini del Sialden, che necessitano di cure intense per almeno i primi dieci anni.

Esperti mutaforma: Etne che insegnano ai più piccoli il processo mentale necessario al cambiamento di forma. Sono gli unici Etne esterni alla cerchia dei custodi della vita, con il permesso di prelevare gli animali della selva.

Custodi della vita: in tutto il Sialden esistono molte zone protette, dove gli Etne custodiscono e nutrono la fauna del bosco. Il loro compito secondario è anche quello di cedere gli animali agli esperti mufaroma, che permettono agli Etne nella fase della mutazione di ucciderli senza far provare loro troppo dolore.

Messaggeri: di solito è un lavoro svolto dagli Etne nella prima età, quelli nel fascio delle radici. Consiste nello spargere editti, consigli o cambiamenti e avvenimenti significativi che accadono nel Sialden e nel mondo. A quelli che non hanno ancora cambiato la propria forma, è anche concessa una cavalcatura da parte dei custodi della vita.









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