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martedì 15 settembre 2015

Giveaway - L'isola di Eben #Gheler

Salute, Esploratori!
In vista dell'uscita del secondo volume cartaceo della saga di Gheler l'esploratore, "L'isola di Eben" non potrei assolutamente farvi mancare un Giveaway, uno semplice, banale, che non richiede alcuno sforzo esagerato.
Esiste una sola regola fondamentale per partecipare: essere in possesso del primo volume, Il legame dei draghi, che sia cartaceo o in ebook sul vostro eReader.
Per partecipare all'estrazione random, quindi, vi basterà condividere una foto della vostra copia de "Il legame dei draghi" (copia cartacea o formato elettronico) su Facebook o su Twitter utilizzando l'hashtag #Gheler e inserendo anche il link a questa pagina; ovviamente quelli privi del link -> http://bit.ly/1is6J3J <- non verranno presi in considerazione.
Il giveaway durerà da oggi fino a domenica 20 alle ore 24:00; l'estrazione e la premiazione avverrà nel giorno seguente, lunedì 21.
Provvederò io a contattarvi tramite messaggio privato.
#Gheler

L'isola di Eben

Ricapitolando: Condividete una foto della vostra copia, cartacea o ebook, de "Il legame dei draghi" utilizzando l'hashtag #Gheler e inserendo il link a questo post.
Semplice. Diretto. Pulito.
Il vincitore riceverà una copia autografata de "L'isola di Eben"!

Eccovi due esempi:

Per sfortuna Mario non ha inserito il link, quindi non parteciperà all'estrazione nonostante i giorni d'anticipo!


Se proprio volete fregarmi scaricandovi solo la cover,
sappiate che L'isola di Eben è un secondo volume!
Chi inizia una saga dal secondo volume?
(Io quando sbaglio a comprare libri)
#Gheler


lunedì 22 giugno 2015

Scrivere un romanzo Fantasy: Emergere - I consigli del buon Gheler #5.1

Questo è un articolo scritto per il blog Un buon libro non finisce mai il giorno 13 aprile 2015, durante la settimana dell'emergente. Una piacevole iniziativa che serviva a dar voce agli autori emergenti e a pubblicizzare i loro lavori.

I consigli del buon Gheler 
(Clicca per leggerli) 
2) Carattere (09/6/15)
3) Stesura (12/6/15)
5.1) Emergere

Emergere

Avete presente tutti quegli autori di spessore di cui sentite tanto parlare oggi? Anch'essi sono stati un neonato piagnucolone cagasotto, un bambino stupido e superficiale e un adolescente addolorato dal primo colpo basso inflitto dall'amore. Proprio come ognuno di noi. Ma cos'è che ha fatto invece la differenza tra loro e tutte quelle persone che, nel bene o nel male, sono direttamente passate alla fase: ehi, sono un adulto, le storielle non m'interessano più? Forse l'avere un sogno da realizzare, o forse semplicemente l'ambizione di diventare qualcosa di diverso? Anche gli autori più onorevoli hanno attraversato la fase dell'aspirante scrittore, passando poi per l'esordiente in cerca di qualcuno che possa pubblicarlo (sorvolando le varie lacune) per infine tuffarsi nell'oceano e diventare un emergente. E, seppur molti di questi più che emergere abbiano direttamente prosciugato l'oceano saltando la fase, il concetto resta sempre lo stesso; nuotare verso l'alto.
Lo scrittore emergente è una realtà che ben pochi conoscono. Quando si è aspiranti non si pensa al come e al cosa, si pensa solo alla scrittura, alla trama, alla grammatica e a tutto ciò che necessita attenzione. L'esordiente invece deve concentrarsi sul come pubblicare, sul come presentare la propria opera, sul come non perdere la pazienza quando, pur trovando in esso del potenziale, si entra in contatto con la dura realtà del mondo dell'editoria. Chi è lei? Lei non è nessuno, e un nessuno non venderà mai a nessuno. Lo scrittore emergente invece è in continua lotta con il cosa. Cosa dire del proprio libro, quali parole usare per convincere le persone a comprarlo, cosa fare per pubblicizzarlo, per dargli merito, per farlo arrivare al cuore di più persone possibili perché si scrive e si pubblica per condividere, e senza la condivisione è come se tutto quel lavoro e quel non perdere la fiducia smarriscano improvvisamente il loro iniziale senso.
L'autore emergente quando pubblica il suo primo libro pensa che è finalmente fatta, che la parte difficile è superata ma si sbaglia. La parte difficile inizia proprio ora ed io sono qui per smorzare ogni vostra speranza, per demoralizzare ognuno di voi. Ad esempio potrei partire con qualche cifra. Nel 2010 google ha concluso un progetto che è durato sei anni e che aveva lo scopo di capire quanti libri ci siano nel mondo, e il risultato è stato circa un numero pari a: 129.864.880. Direi che basterebbe già questo singolo dato a smontare l'ambizione del nostro caro emergente ma non mi ritengo soddisfatto, perché oggi siamo nel 2015 e dal primo gennaio, secondo il sito worldometers.it, solo quest'anno ne sono già stati pubblicati altri 1.191.803. Probabilmente più del numero di lettori in Italia. Ancora non ti è bastato? Pensi ancora che un giorno diventerai un grande scrittore? Uno famoso e magari (perché no) anche ricco, pronto a raggiungere il set dell'adattamento cinematografico e a gustarti le reazioni del pubblico attraverso immagini e tweet? Perché oggi mi sento estremamente cattivo e il mio scopo è quello di distruggere ogni vostra singola speranza! Quindi potrei parlavi dei margini di guadagno, dirvi che è impossibile vivere di parole, o forse potrei scavare di più nel personale e parlare delle conseguenze. Non so, ad esempio le conseguenze dello spam: "ciao, grazie per l'amicizia, sono un autore emergente e questo è il mio romanzo, se ti va dagli un'occhiata!" o dell'improvvisa volontà di cedere gratuitamente il libro a chiunque possa dargli visibilità, magari cercando prima d'instaurare una bellissima amicizia con esso. O dei siti che pagherete per ricevere una recensione positiva o peggio ancora le recensioni supplicate ai vostri amici su ogni genere di piattaforma che si paleseranno a tutti come tali, mostrandovi invece davvero disperati. La disperazione è il marchio di fabbrica di ogni autore emergente, lo so perché ne faccio parte anch'io da quasi due anni. E per i primi due anni probabilmente non raccoglierete molti frutti, se sarete fortunati. Se sarete sfortunati non ne raccoglierete alcuno. L'autore emergente pensa che pubblicare lo renderà felice, lo aiuterà a superare ogni blocco dello scrittore, ogni fase oscura della propria vita non sapendo invece che sarà l'esatto contrario. Pubblicare un libro vuol dire farsi divorare da ansie e dubbi, da doveri e giudizi perché, che vi piaccia o meno, a molti il vostro libro non piacerà. Esatto, quello stesso libro che vi ha strappato intere notti insonni, che vi ha portato via ore ed ore, idee e tempo, tempo che non riavrete mai più indietro. Una via a senso unico dove ogni precipizio è inevitabile e spetterà a voi soltanto capire se ne varrà la pena di rompersi le ossa, se ne varrà poi la pena d'ingessarsi, di rialzarsi, di proseguire. Perché la differenza tra chi ce l'ha fatta e chi invece sta ancora annaspando tra cifre a due numeri e carenze economiche è questa. Chi si arrende cola a picco, chi è rimasto impassibile leggendo queste parole invece direi che ha molte probabilità di restare a galla, chi crede davvero nel proprio lavoro, nella propria opera, prima o poi troverà altre persone con cui condividere la sua ambizione e il suo sogno e saranno quelle stesse persone a farlo emergere. Se state cercando un lieto fine è questo. Sarà banale, sarà scontato ma ripeterlo non fa mai male; non arrendetevi mai, chi si ferma è perduto.
Condividere è la risposta.
Comprensione è la domanda.

venerdì 12 giugno 2015

Scrivere un romanzo Fantasy: Stesura - I consigli del buon Gheler #3

Salute Esploratori!
Oggi affronteremo la terza fase di questa serie di consigli, probabilmente la più soggettiva. Se l'originalità e il carattere costituiscono l'anima del romanzo, la stesura ne crea il corpo. Non esiste un modo preciso di "stendere" una storia ma fondamentalmente ogni percorso deriva da due sole partenze (o da un misto di esse) ovvero: una stesura programmata, costituita da poche fasi, e una libera, in balia dell'ispirazione, del momento, del flusso creativo che può arrivare addirittura a cambiare l'intera storia senza che vi freghi qualcosa dell'idea iniziale; ma andiamo con ordine. Ad esempio, vi ricordo che:
  
I consigli del buon Gheler saranno fondamentalmente 5: 
3) Inizio, punti focali e finale: differenze tra una storia ben chiara e una che cresce nel tempo.
4) Conclusione. Revisione. Condivisione.
5) Pubblicare attraverso Editori o Self. 
5.1) Consiglio Bonus: Not Today! (che non è il titolo dell'articolo ma un "a tempo debito") 


C'è chi stende i panni e c'è chi stende le storie.

Personalmente tendo a una sola stesura semi-definitiva poiché, prima di questa stessa fase, ho praticamente già scritto un centinaio (esagero, di solito sono una 50ina) di pagine piene zeppe d'informazioni. Informazioni su ogni aspetto; il mondo, i popoli, i personaggi, la trama presente, il passato, le possibili conseguenze (spesso più di una) i possibili finali (spesso più di uno) così da non passare attraverso mille stesure, cancellazioni di interi capitoli, modifiche corpulente e quant'altro, come di solito fanno il 90% degli autori. Il che rende la stesura a più fasi il metodo più o meno ufficiale, che sta a metà tra una stesura programmata e una stesura completamente libera; quest'ultima da me chiamata "alla William Wallace" (Braveheart) per intenderci. 


Ok dai,
ancora 18 ore 15 minuti e 28 secondi di scrittura e avrò finito.
Che cos'è una stesura programmata?
Probabilmente un pugno nello stomaco alla vostra fantasia. Eppure è comunque un metodo capace di dare i suoi gustosi frutti. Si tratta sostanzialmente di mettersi a tavolino, dividere la storia in capitoli (che in questo caso deve essere già ben chiara) quindi privarla di possibili cambiamenti; poi dovrete scrivere una sorta di riassunto contenente le parti fondamentali di ogni capitolo, e addirittura calcolare il numero di pagine, il tempo di stesura per pagina e da veri matematici saprete anche quanto tempo vi ci vorrà per finirlo; Autori o Automi, questo è il dilemma!
Con una stesura programmata, se "oggi non mi va di descrivere scene di azione" nulla vi vieterà di saltare interi capitoli e passare ad uno più tranquillo. Un lavoro frammentato che nel suo intimo risulta funzionale ma che taglia letteralmente le ali alla fantasia, a nuove idee. Un libro scritto a tavolino risulta sempre ben costruito, con capitoli studiati, intrecci pensati in partenza, nessuna forzatura nella trama derivata da mancanze di idee o dal: non so più dove andare a parare. Insomma, sono un bel po' di punti a favore ma cosa c'è di sbagliato in tutto questo? La piattezza di sentimenti provata dall'autore, che inevitabilmente echeggerà anche tra le parole del romanzo. 



Freeedoooom!
Stesura alla William Wallace: Freeeedom!  
Stesura libera significa cedere al flusso creativo, all'ispirazione del momento e ignorare tutto ciò che ci siamo imposti mentre ideavamo la trama. La stesura libera permette alla storia di crescere con voi, di maturare con voi, di piangere e ridere con voi. Il metodo alla W.W. rende la scrittura decisamente piacevole. Senza alcun programma ma solo con l'accenno di una trama, scrivere di una morte improvvisa, di un colpo di scena inaspettato, vi farà sentire piacevolmente ingenui. Scrivere una scena di paura provando esattamente quello stesso sentimento dentro al cuore, vi aiuterà a passare quella paura anche al lettore.
Indubbiamente il "feeling" con le parole diventa maggiore, si riesce ad essere più poetici, ad esprimere nella totale spontaneità, ogni singolo stato d'animo. Forse ogni tanto non saprete più che pesci pigliare con la trama, forse richiederà più tempo, più interventi, più riscritture ma state certi che ne varrà totalmente la pena. Questo metodo personalmente lo uso soprattutto per scrivere racconti. Parto da una semplice idea, da un tema, e mi lascio trasportare dalla brezza, dal flusso creativo, guardandomi indietro solo alla fine del viaggio. Ed è una sensazione unica. Provare per credere!


Stesura "a metà strada" 
Come in ogni cosa, quando si parla di estremismi è sempre meglio restare nel mezzo e prendere il buono da entrambe le fazioni. Questo è più o meno il metodo che uso quando scrivo un romanzo. Riempio pagine d'informazioni con stesura alla W.W. senza fregarmene assolutamente della grammatica, della comprensibilità delle frasi a terzi, inserendo note di qua e di la e facendo indubbiamente dei gran casini. Dopo questa piena libertà, trovo utile passare a fare un po' l'automa. Quindi mi imposto un inizio, seleziono dei "punti focali" come cambi di trama, morte di personaggi, eventi importanti e via discorrendo, fino ad arrivare al finale (o ai più quando sono indeciso). Questo mi permette d'impostare lo scheletro del romanzo. Infine (cioè, infine in questo contesto, visto che in realtà è proprio l'inizio) passo alla stesura capitolo per capitolo senza mai saltarne uno. Se non ho voglia di descrivere quella scena lì, non la salto, mi prendo semplicemente una pausa. Ci tengo troppo a proseguire nella scrittura così come il lettore dovrà farlo con la lettura. So che molti autori scrivono centinaia di bozze, riscrivono i loro romanzi almeno cinque o sei volte; io non mi sono mai posto in questo modo, quindi se vi state chiedendo perché resterò per sempre un autore mediocre o giù di lì, ora avete la vostra risposta! Tuttavia credo che se l'autore in primis non è soddisfatto o felice del suo lavoro, allora nulla poi ha più senso, nemmeno la soddisfazione dei lettori.


La musica come catalizzatore
La musica, ragazzi. La musica è emozione, in un libro si cerca di trasmettere emozione, ergo: ascoltate la musica mentre scrivete! Ovviamente mi riferisco alla buona musica. Relativo, direte voi, e non potrei darvi torto. Però credo che, per un romanzo fantasy, la musica di vari compositori del calibro di Howard Shore, Hans Zimmer e John Dreamer (per citarne alcuni) vadano più che a sposalizio. Ma potrei dirvi anche Two steps from hell, Jasper Kid, Audiomachine, Thomas Bergersen, Wardruna, Steve Jablonsky e -PotreiAndareAllInfinito, citando anche la musica classica (Mozart è il mio preferito). Sinceramente so di essere forse un po' malato su questo aspetto, basti pensare che ho diviso tutti i brani in una playlist organizzata per "cosa mi ispira" ad esempio ho i brani che ascolto durante le scene d'azione, quelli più ambientali, o romantici, o epici, o di rovina e caos... perdo più tempo nel decidere che musica ascoltare che a scrivere.

E voi, autori, in che modo impostate la stesura del vostro romanzo? Dopo quante stesure decidete di averlo finalmente completato? E soprattutto, che musica ascoltate quando scrivete? Non siate timidi e lasciate un commento nel nome della condivisione!
E anche per oggi è tutto, Esploratori. Spero di rivedervi al prossimo consiglio del "buon" Gheler, in cui vi parlerò di come finalizzare il vostro lavoro attraverso la revisione e l'importanza della condivisione; dei pareri esterni. Spero di non avervi annoiato, alla prossima.
E ricordate sempre: Freeeedom!

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martedì 9 giugno 2015

Scrivere un romanzo Fantasy: Carattere - I consigli del buon Gheler #2

Salute Esploratori! 
Come promesso, oggi affronteremo uno degli aspetti più importanti (se non il più) che tuttavia non comprende solo il Fantasy. In quest'ultimo genero però, la caratterizzazione spesso non riguarda solo i personaggi ma anche il mondo in cui questi vivono e di conseguenza i popoli che l'abitano. La parola chiave è: carattere, quindi personalità, creare qualcosa che dia l'idea di essere sempre esistito, con un passato, dei modi di fare particolari, dei desideri, delle paure, dei rimpianti. Ma proseguiamo con ordine. Ad esempio, vi ricordo che:
I consigli del buon Gheler saranno fondamentalmente 5: 
2) Caratterizzazione del mondo e dei personaggi (E piccoli consigli sullo stile narrativo)
3) Inizio, punti focali e finale: differenze tra una storia ben chiara e una che cresce nel tempo.
4) Conclusione. Revisione. Condivisione.
5) Pubblicare attraverso Editori o Self. 
5.1) Consiglio Bonus: Not Today! (che non è il titolo dell'articolo ma un "a tempo debito")



1) Caratterizzare un nuovo mondo


Chi preferisce creare da zero ogni cosa, deve sapere che le idee funzionano come la legge della conservazione della massa di Antoine-Laurent (lo dico io ma è probabile che l'abbiano detto già altri) ovvero che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. E anche le idee, l'ispirazione. Prendete qualcosa che già esiste nel mondo, una cultura, una nazione, e trasformatela a vostro piacimento. Prendete una matita e costruite la prima bozza di una mappa, sempre tenendo conto della storia che avete in testa. La mappa vi aiuterà a trovare nuove idee, nuovi percorsi e vi farà sempre da guida, specialmente quando vi toccherà descrivere il paesaggio; mai farlo senza la mappa del vostro mondo sotto il naso. Il mio consiglio è di trovare già da subito il nome alle vostre terre, ai boschi, alle città, alle montagne e a ogni singolo stelo d'erba, se necessario. Facendolo già da subito, i vostri personaggi potranno nominare luoghi legati al discorso o utilizzarli come punti di riferimento; non che il lettore andrà a indagare sulla mappa tutte le volte ma farlo renderà più vera la situazione. Se siete in vena di scrivere e di ideare, se desiderate mettere in chiaro ogni singolo aspetto così da far credere a chiunque che quel luogo esista davvero, potete "giocarci" in centinaia di modi. Quindi creare delle leggende legate ai luoghi, del folklore legato ai nomi, al mondo, agli astri e all'universo - anche dei falsi miti per depistare il lettore e sorprenderlo rivelando infine tutto l'opposto. Un'altra buona idea è quella di scrivere delle canzoni -o solo il loro titolo, studiare la flora e la fauna del nostro mondo basandovi soprattutto sul clima e popolare le vostre terre. Ovviamente potrete anche inventarvi tutto di sana pianta, come piace fare a me; stiamo pur sempre parlando di un fantasy, non dovete obbligatoriamente seguire le regole legate alla nostra natura. 
- Inserite tutte queste informazioni in un libro a parte, in un file diverso dal quale, una volta iniziato a scrivere, potrete estrapolare le informazioni che vi servono. Non lasciate che questo vi annoi, soprattutto se volete rendere vero ed originale il tutto, senza contare che ogni singolo elemento contenuto in questa vostra sorta di guida, influenzerà e non di poco l'intero libro che scriverete. Cercate di essere il più dettagliati possibile, scrivete, scrivete e scrivete, con la passione potrete persino darla in barba a Dio e creare il vostro mondo in meno di sette giorni. E, a proposito di giorni, la cronologia, il calendario è fondamentale tanto quanto lo è la mappa. Le date, i mesi, le stagioni; scegliete voi se dar loro un nome e un numero diverso o se utilizzare la classica formazione da 24h 7giorni 4settime 4stagioni 12mesi e via discorrendo. Perché sapete, nulla vi vieterà mai di dare ai giorni più, o meno ore, di dare alle stagioni più, o meno mesi, o di renderle perenni, legate ai luoghi più che al tempo; cominciate a percepirlo adesso il profumo della libertà? 
Nessun uomo può sentirsi davvero libero finché non scrive un romanzo fantasy; ma questa è solo l'ennesima mia opinione, forse anche un po' banale ma in cui credo fermamente; per ora. 



2) Caratterizzare un popolo 

Se non avete intenzione di riprendere il classico inserendo elfi, nani, orchi e compagnia bella, allora vi toccherà anche caratterizzare i vostri popoli. Come già accennato prima, una buona partenza potrebbe essere quella di ispirarsi a culture già esistenti, modificandole, unendole, prendendo un po' di questo e un po' di quello. Gli aspetti da considerare, qui, sono molti. Fisiologia, habitat, lingua (e relativi detti, modi di dire, imprecazioni, accenti; più ci lavorate e più sembrerà vero) quindi abiti e cibi tipici del luogo, nonché costumi e tradizioni; queste ultime particolarmente. Date loro un passato dal quale estrapolare miti e leggende e, perché no, detti per lo più cianciati dagli anziani. Studiate bene le loro leggi, scrivete una nuova costituzione se necessario ma per leggi parlo anche di leggi naturali, fisiologiche e, soprattutto, magiche; se decidete che la magia debba far parte della vostra storia, ovviamente. Personalmente tendo a evitarla, o ad affidarla ad altro, visto il largo abuso che se ne fa nel mondo del fantasy. Il consiglio del buon Gheler è quello di usare un "luogo" che sia un foglio o un foglio elettronico, diverso per ogni razza. Scrivete, riempite pagine, più pagine del libro stesso se necessario. Più saranno dettagliati questi popoli e più sembreranno davvero vivi. Quindi affidate loro un credo (non necessariamente una religione) ma che sia bene o che sia male, qualsiasi popolo (soprattutto se umile e povero) tende a crearsi i propri miti. Che questi poi siano veritieri o soltanto l'appiglio di molti disperati e\o fanatici, è una vostra scelta. Se studierete tutto ancor prima della stesura del libro, diventerà estremamente facile raccontare al lettore di quel nuovo mondo. Allo stesso modo se un popolo già esiste, seppur soltanto nella vostra mente, state certi che sarà mille volte più facile scrivere di esso o comprenderlo alla prima lettura. Ad esempio, un buon punto di partenza potrebbe essere questo: parliamo di un popolo che si basa su cosa? Sulla forza militare? Sull'organizzazione e sulla strategia? Sulla forza bruta? Un popolo pacifico? Uno legato alla natura? Alla magia? Organizzato dalla monarchia o da un governo? Da un capo clan? Da un "padre"? O è un popolo libero? Nomade? Le scelte sono pressappoco infinite.



3) Caratterizzare un personaggio 

Come ultima ma non ultima e sicuramente non meno importante, abbiamo la caratterizzazione di un personaggio. E vi ho risparmiato quella sulle bestie fantastiche, sulla magia, sulla natura, sugli stivali color blu comando stellare (giuro che esiste davvero) e sulle merendine al cioccolato avvolte in carta fucsia bordesto lillato (anche questo); andiamo, cosa c'è di più buono di una merendina al cioccolato che si lascia mangiare con carattere e dignità? Assolutamente niente.
Ma passiamo alle cose meno buone da mangiare; come si caratterizza un personaggio in modo da non farlo sembrare piatto e privo di un'anima? Beh, per prima cosa evitare i soliti cliché non sarebbe certamente un cattivo inizio, come ad esempio, chesso': Ragazza bella e forte che non sa chi scegliere tra quello con i muscoli e quello con il cervello; ragazzo prescelto da una profezia e destinato a salvare il mondo dal male; vecchio mago dispensa consigli, che è troppo saggio per dire le cose come stanno già da subito; super cattivo che si perde in chiacchiere dando così l'opportunità al prescelto di vincere... e via discorrendo ma questa è un'altra storia, e pertanto si dovrà narrare in un altro luogo e tempo. Carattere. Carattere vuol dire motivare una scelta, un modo di esprimersi, è ciò che ci rende diversi e unici. Con un carattere ben costruito non incapperete in cambi di personalità non voluti (o almeno ingiustificati) e non permetterete al vostro personaggio di prendere scelte che in realtà non asseconderebbe. Mettete nero su bianco ogni singolo dettaglio, magari partendo dall'aspetto. Colore dei capelli e degli occhi, abiti, tratto distintivo tipo una cicatrice, un neo, persino un tic nervoso o un termine, un'imprecazione che questo utilizzerà spesso per farsi riconoscere. Un modo di camminare, un vizio, un soprannome; sembreranno banalità di primo acchito ma vi assicuro che senza tutto ciò vi sentirete estremamente ripetitivi nel chiamarlo per nome ogni singola volta. Ed eviterà gaffe tipo che all'inizio del libro il vostro personaggio avrà gli occhi verdi e cento pagine dopo, invece, azzurri; banalità, e chi lo nega ma il mio obiettivo qui è aiutarvi, non dire la mia. E a proposito di dire la mia: secondo me medesimo, ciò che più caratterizza un personaggio è quasi sempre il suo passato insieme alle sue paure. Tutti sono bravi a rendere forte e utile un protagonista principale o uno secondario ma, il lato più umano, emerge sempre nella paura e nella debolezza. Quindi bisogna sempre ricordare che sì, il nostro protagonista è forte, è testardo, è sempre pieno di risorse e di speranza ma il primo passo verso la piattezza è restare legati all'immagine che ci siamo fatti di lui inizialmente. Così come un cattivo non sarà mai totalmente cattivo, un buono non sarà mai totalmente buono. Più tempo dedicherete alla costruzione di un personaggio e più sarà per voi come diventare buoni amici; esatto. Diventate amici dei vostri personaggi e saprete esattamente cosa questi potrebbero dire o fare nella situazione che voi stessi, da fruitori del destino, donerete loro. Questo è forse il consiglio meno tecnico, meno pregno di un reale significato che non sia soltanto poetico ma è la verità in cui credo dal giorno in cui ho iniziato a scrivere; diventate amici dei personaggi che create. Anche di quelli stronzi a cui non rivolgereste mai nemmeno una parola. 



4) Consigli narrativi

Ogni persona ha un proprio stile narrativo, e chi lo nega. Ci sono però alcuni consigli fondamentali che mi sento di dover dare a chi scrive. Ebbene, esistono fondamentalmente 4 punti cardine nella narrazione:

Trama (eventi che portano avanti la storia)
Descrizioni (principalmente di personaggi e luoghi)
Dialoghi (sapete no, quando due personaggi immaginari riescono a incastrare parole tra due virgolette o parentesi per dirsi cose)
Pensieri (i vostri ma anche quelli dei personaggi)

- E a questi poveri punti cardine, molto spesso, accade che gli autori decidono per sfizio di intrecciarli, di fonderli, cadendo facilmente nel banale. Se state descrivendo un evento di trama, non dovete metterci nel mezzo spiragli di descrizione. "...E Rogar afferrò la sua ascia bipenne e la sollevò verso l'alto, sovrastando i suoi bellissimi capelli fulvi che scintillavano nella notte buia..." per carità, no. Dovete prendervi il giusto tempo per descrivere i bellissimi capelli fulvi di Rogar e il giusto tempo per descrivere la scena in cui questo spacca la testa a un chicchessia.
- O nei dialoghi. "Ciao Rogar. Ehi, i tuoi capelli sono meno fulvi del solito oggi. Senti, pensavo di andare a caccia, tu e la tua barbona intrecciata volete farmi compagnia?" Beh, se proprio il personaggio che sta parlando a Rogar volete farlo sembrare un imbecille superficiale, accomodatevi pure! 
- Quindi, a rigor di logica, se state filosofeggiando sulla vita e sulla morte... "Lui non voleva farlo, era stato costretto dagli eventi, dalla sfortuna. Rogar odiava uccidere, lo faceva sentire sporco, appesantiva la sua anima e i suoi occhi azzurri come il cielo d'estate in riva al mare del sud versavano incessanti e involontarie lacrime quando vedevano una vita spezzarsi" Ci siamo capiti, no? 
- Trama e dialoghi, al contrario, sono indissolubili, inseparabili. Un dialogo è quasi sempre un pezzo di trama e viceversa. 
- Per concludere, la regola da seguire sempre quando si scrive è soltanto una ed è estremamente semplice da ricordare: dare il giusto tempo alle cose, non mescolarle per fretta o per voglia di proseguire nella trama. 

Per oggi è tutto, esploratori! Ammetto di aver scritto un bel papiro, un bel mattoncino duro da digerire perciò almeno con i saluti cercherò di farla breve. Spero di rivedervi al prossimo consiglio del buon Gheler, nel quale vi parlerò di come costruire una storia e delle differenze che nascono inevitabilmente tra una pensata in anticipo e una che cresce durante la stesura; io sono per un misto di entrambi. 





5) Caratterizzare i draghi
Nah, tranquilli, loro sono e saranno sempre fighi, ben voluti e mai troppo abusati.  
I draghi sono come la cioccolata; piacciano a tutti. 








(Se non vuoi perderti le prossime uscite, poiché non avranno una cadenza prestabilita, diventa lettore fisso!)


venerdì 5 giugno 2015

Scrivere un romanzo Fantasy: Essere Originali - I consigli del buon Gheler #1

Salute esploratori! 
Da molti giorni ormai pensavo di condividere con voi la mia breve esperienza nell'ambito della scrittura - circa 8 anni come uno qualunque, 2 come autore. Ovviamente per scrittura mi riferisco alla costruzione di un romanzo Fantasy, nel quale posso dire di avere una certa esperienza. E, seppur per modestia tendo sempre a chiamare "la mia discutibile opinione" qualsiasi consiglio io decida di divulgare, questa volta non lo farò. Mi limiterò semplicemente al mio modo di fare, con la premessa che quando si parla di scrittura si entra sempre nella soggettività, quindi sarà compito vostro assimilare, semplicemente leggere per curiosità o ignorare tutto ciò che avrò da dirvi.

I consigli del buon Gheler saranno fondamentalmente 5: 
1) Essere Originali.
2) Caratterizzazione del mondo e dei personaggi (E piccoli consigli sullo stile narrativo)
3) Inizio, punti focali e finale: differenze tra una storia ben chiara e una che cresce nel tempo.
4) Conclusione. Revisione. Condivisione.
5) Pubblicare attraverso Editori o Self. 
5.1) Consiglio Bonus: Not Today! 

ESSERE ORIGINALI 
La verità è che spesso anche la non-originalità ha i suoi meriti, quando vale, ma credo che distinguersi dalla massa sia un'ideale sicuramente degno di stima, per il coraggio e per la capacità. Non è mai facile nuotare contro corrente, soprattutto in un mondo come quello dell'editoria. Nessuno può insegnarvi a essere originali, soprattutto perché una storia nasce dall'ispirazione e l'ispirazione è qualcosa d'impossibile da catturare, da cogliere, da far consapevolmente emergere. Io credo che l'unica cosa che possa realmente influenzarla, sia la passione. Eppure tra un'idea e un'idea originale resta comunque un abisso. Allora qual è questo dannato consiglio per il quale hai iniziato a leggere questo articolo? 
L'odio
Lo so, lo so, l'odio è una brutta bestia ma non qui, non questa volta, non oggi. Odiare è uguale a rinnegare, e se odiate (Platonicamente) tutto ciò che già è stato scritto, se odiate tutti quegli stucchevoli sottogeneri, cliché compresi; se rinnegate la moda, allora avrete regalato alla vostra ispirazione una nuova strada da poter percorrere. Sarà lei, poi, a fare tutto il resto. 
Ci tengo a sottolineare che l'odio di cui parlo è puramente astratto, e che forse questo è un consiglio più soggettivo che oggettivo.
Per citare il mio, di romanzo Fantasy, Adne una volta disse: "Credo che senza l’odio, l’amore l'originalità non avrebbe avuto motivo di fiorire. Forse l’odio è il seme dell’amore dell'originalità" ma questa è un'altra storia.

Grazie del tuo tempo, esploratore! Questo post, in verità, fa più da vetrina ma se hai trovato quel pazzo consiglio in qualche modo utile o vero, farmelo sapere gli darà ancora più senso, nonché ne darà a me personalmente; così come la condivisione. Spero di rivederti al prossimo consiglio del buon Gheler, nel quale vi darò un paio di dritte e di storte su come caratterizzare ogni aspetto della vostra storia, senza tralasciare due o tre parole su come strutturarlo narrativamente, dando il giusto tempo a: trama, dialoghi, descrizioni e pensieri.  
Si accettano pacifici scambi di opinioni. Cccciao! 

- Antonio Polosa 

(Se non vuoi perderti le prossime uscite, poiché non avranno una cadenza prestabilita, diventa lettore fisso)

martedì 5 maggio 2015

Derioma - La trama



Mi sono così tanto focalizzato sul dire cosa Derioma è, e cosa non è... attraverso visioni personali, interpretazioni e metafore, che non ho parlato di una cosa fondamentale: la trama. Perché sì, seppur non lo sembri o diventa difficile definirlo tale, questo è pur sempre un romanzo con una trama comunque logica, anche e soprattutto nel suo caos d'eventi.

Disponibile anche su iTunes

Il Derioma è un'essenza nata dall'odio e dal rancore delle vittime della grande guerra, e sta dando la caccia a tutti i vassalli dell'imperatore, estinguendone persino la progenie. Dinanzi al suo potere distruttivo, Gemma, figlia di Re Erasmo, è costretta a una disperata fuga in compagnia del cavaliere errante Arturo che già una volta ha già trasformato la sua favola in un incubo e di un ambiguo viandante che le donerà invece una nuova speranza di salvezza; l'amore, la felicità. L'unico modo per sfuggire alla caccia del Derioma è non provare i sentimenti di cui esso è pregno. Eppure, ancora una volta, Arturo trasformerà quella fiaba in un incubo che li condurrà attraverso mondi sempre diversi, sempre sull'orlo della distruzione e della rovina a causa della spietata caccia del Derioma. E persino i loro ricordi cambieranno, la loro identità, il loro carattere; i loro nomi. Gemma e Arturo, Adele e Nathan; cosa è reale? Che cos'è davvero il Derioma? Qual è la loro vera identità? Forse il vero Nathan è in coma e sta sognando, forse addirittura la stessa Gemma, la stessa Adele non è altro che un'immagine della sua mente. Come quando ci svegliamo piangendo perché è accaduto qualcosa di brutto nei nostri sogni, qualcosa di irreale a livello materiale ma reale nei sentimenti. Forse quello è tutto un gioco, una falsa realtà dedita a nascondere l'ennesimo mondo in rovina. Il nostro. 

...nella prossima tappa di questo breve viaggio di presentazione vi parlerò della cover. Una cover fatta per il libro, non per vendere, non per piacere, non per richiamare la curiosità di chi non l'ha ancora letto ma per far emergere la consapevolezza in chi, al contrario, lo ha già fatto.

- Se il potere di un Dio è quello di creare e distruggere mondi e vita, allora chi scrive - e in particolare chi scrive Fantasy - può liberamente definirsi tale. E se il potere del Destino è quello di far proseguire la vita, il tempo e la storia, allora ecco che ne emerge il ruolo del lettore.

domenica 19 aprile 2015

L'annuncio del Papa: è ora di cambiare libro Fantasy.

La benedizione del Gheler


Papa Francesco, 266° papa della chiesa cattolica, amato da tutti soprattutto per i cambiamenti che ha portato nel vaticano, ha annunciato che dopo secoli e secoli di stallo è giunto il momento di cambiare libro. In una recente intervista ha dichiarato, molto schiettamente e con il sorriso sulle labbra: "Non so voi ma io mi sono un po' rotto di leggere sempre la stessa saga, di seguire sempre gli stessi protagonisti" ovviamente come biasimare lo stupore dei presenti quando, invece di un best-seller mondiale come la bibbia il papa ha deciso d'innalzare verso il cielo un mediocre esordio? "La bibbia è piena di morti, stermini, traditori" ha detto Francesco, "Come ti affezioni a qualcuno subito te ne penti. Vorrei qualcosa di meno cruento e siccome ho bisogno di leggere un romanzo senza beccarmi spoiler su Twitter e Tumblr, ho scelto la saga di un esordiente che fino ad ora non si è mai cagato nessuno"


Antico ritratto di Gesù
insieme al primo messaggio
promozionale della storia
In realtà, molti però credono che il papa si sia lasciato influenzare da un antico dipinto trovato a Gerusalemme, un ritratto dei giorni in cui Gesù si diresse al mercato del tempio e con una modesta bancarella provò invano a vendere qualche copia del suo romanzo ai passanti.
Quando vide che nessuno era interessato, si arrabbiò così tanto che scacciò tutti gli altri mercanti. Nei seguenti dipinti e adattamenti cinematografici possiamo infatti notare le prove di tale evento storico.
Possiamo notare uno dei poster appesi al muro, poco lontano dalla sua bancarella.

Qui siamo all'ingresso. Gesù urla ai mercanti "O entrate e lo comprate, o farò parlare il bastone"


Quindi sembra sia stata una scelta ben ponderata quella del papa. "Prima di scoprire Gheler ho provato con Game of Thrones e ho scoperto che è peggio del vecchio testamento" ha detto infine. "Tolkien ha già una religione e di fama non conoscevo altri Fantasy. Poi questa storia dei legami m'intriga e l'autore somiglia molto al figlio di Dio, quindi tutto torna"


Antonio Polosa non proprio di Nazareth
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Note: è ovviamente tutto uno scherzo, non è mia intenzione offendere il Fantasy, la bibbia, il papa, il cristianesimo, i cristiani, i preti, le suore, le religioni, le piante, gli animali, la pizza, gli alieni, i batteri, le comete o le scorie nucleari.
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