mercoledì 6 dicembre 2017

Il legame dei draghi - GRATIS fino al 10 Dicembre

Salute, Esploratori!
In occasione dell'uscita (anche in Ebook) del quarto volume "Dal diario di Moga", fino al 10 Dicembre sarà possibile scaricare l'ebook de Il legame dei draghi, primissimo libro della saga di Gheler l'esploratore, GRATUITAMENTE!
Cliccate sull'immagine:

Disponibile gratuitamente fino al 10 Dicembre, poi tornerà al prezzo originale, improponibile, di 1,99€. Un modo diretto e semplice che vi permetterà di conoscere ciò che rende unica e originale questa serie, dalle nuove razze ai loro legami, dai protagonisti ai luoghi (Potete sempre leggere il parere dei lettori nella sezione RECENSIONI) Vi invito quindi a giudicarlo e, se lo riterrete degno, a seguirne le vicende nei capitoli successivi. Grazie dell'attenzione, alla prossima.



giovedì 26 ottobre 2017

Marmo


Gonfio il petto
ma il marmo non si dilata,
la consapevolezza di me
appesantisce il respiro.

Sono il pezzo di un puzzle
senza colori né incastri,
abbandonato sotto al tappeto,
calpestato da due carezze al giorno.

Sono la chiave di una vecchia porta
che non esiste più,
il cui unico scopo
è la ruggine.

Sono la stella che cade,
una lacrima di luce
che si perde nel mondo
e nelle speranze degli altri.

Sono il tappo masticato
di una penna consumata
da pletoriche parole
e felicità negate.

Sono intrappolato
in un blocco di marmo,
e non c'è un Michelangelo
che possa liberarmi.



giovedì 14 settembre 2017

Lettera a tutto ciò che vorrei




Vorrei poter chiudere gli occhi,
parlare apertamente al mondo,
sussurrare agli esseri umani
di guardare attraverso il riflesso
negli sguardi di ognuno.

Vorrei poter aprire gli occhi
su un mare che non divora
miseria e speranze.
Un mare che immobile,
racconta la grandezza del mondo.

Vorrei poter annusare
il vento che muove le nuvole,
affidargli sentimenti comuni,
soffiarlo sul volto di chi odia,
mostrargli ciò che non sente.

Vorrei amare per sempre,
ricordare il colore di un sorriso,
respirare i pensieri bui
delle notti insonni
sature di futuro.

Vorrei scrivere frasi
capaci di cambiare il mondo,
capaci di far innamorare
chi ha il cuore a pezzi
e chi vive di briciole.

Vorrei un cielo sempre grigio,
un velo di pioggia al giorno
e nove mesi di autunno,
per abbracciare quelle fiamme
alimentate dalla passione.

Vorrei che la vita
esaudisse i miei desideri,
piuttosto che crocifiggerli,
capri espiatori
dell'incapacità.

Vorrei essere nei tuoi pensieri
a ogni onda che si trascina
sulle spiagge del mondo,
a ogni foglia che cade
sbriciolandosi nel vento.

Vorrei che la solitudine
smettesse di bucarmi il cuore,
di esplodermi nel petto
in un impeto di spine
che dissangua l'anima.

Vorrei metter fine a tutte le guerre,
attraverso poche parole
dette velocemente,
e colmarvi di quella tristezza
che fa bene al pensiero.

InYourEyes - Francesco Krt

mercoledì 19 luglio 2017

Lettera per quando sarò morto

Perché pensi sempre alla morte,
spesso prematura, altre violenta.
La morte è la prima certezza che ho,
e l'ultima verità che conosco.

Quando sarò morto,
donate i miei organi alla medicina,
seppellite il resto nella terra umida,
lasciate la carne ai vermi,
fateli nutrire di tutto ciò che era mio,
della vana paura e dei sogni infranti,
della vorace passione e della indiscreta sincerità,
dell'amata noia e della sofferta solitudine.
E per ogni cosa nascerà un fiore deforme,
orribile agli occhi di chi vede solo dimore e non case,
parole e non lunghi pensieri,
tristezza e non sentimento.

Quando sarò morto,
non dimenticate ciò per cui ho pianto,
che oggi tutto si consuma in fretta,
siamo abituati ai pezzi di ricambio,
le batterie durano un giorno come gli amori più intensi,
e poche cose vengono fatte per durare,
e poche cose valgono il peso di una lacrima.
E di molte cose amiamo solo la fine e il nuovo inizio,
più del percorso e del tempo che passa,
più delle cose immobili e di quelle vuote.

Quando sarò morto,
pensatemi come carne viva ancora un momento,
non immaginatemi già cenere.
Che senso avrebbe,
se fossi solo polvere.
Che senso avrebbe,
l'eternità di un paradiso.
Che senso avrebbe,
il sapore del pentimento.
Che senso avrebbe,
non pensare alla morte,
se la morte è l'unica certezza che ho.

Vision - Francesco Krt

domenica 25 giugno 2017

Lettera alle donne che vorrei amare

Lascio che il fiume scorra,
lo vedo serpeggiare tra le colline,
spettatore di un paesaggio statico
che non conosce mutamenti.

Allora ho costruito un castello sulla collina,
quattro mura bianche e una torre storta,
il fiume è diventato un lago,
e ho regalato ai miei occhi qualcosa di nuovo.

Ora la solitudine mi sta stretta,
queste mura mi soffocano di notte,
il lago affoga i respiri del risveglio.

Allora scelgo d'amare.

Ma l'amore è cosa fragile,
ed io ho sentimenti impetuosi.
Ma l'amore è cosa vera,
ed io vivo di sogni irrealizzabili.
Ma l'amore è competizione,
ed io sono un perdente.

Ti ho sognata,
siamo complici di notti mai accadute,
siamo amanti estranei alle parole,
al tocco della carne,
al sudore del sesso.

Ti ho sognata,
distesa in un sorriso,
danzavi nelle mie lacrime,
cantavi le mie passioni,
fumavi i miei rimpianti,
bevevi i miei sospiri,
dipingevi le mie paure.

Ti ho sognata,
rubavi le stelle al cielo,
la pioggia alle nuvole,
la luce ai lampioni,
le grida ai disperati,
e il calore alle fiamme.

Ti ho sognata,
ma il sole è nemico degli amanti,
e l'alba è complice di omicidi scellerati.

Uccisa dal risveglio di pensieri vuoti,
dal petto si dipana un'onda,
di vergogna e di solitudine,
che mi rimbomba nelle mani,
eco disperata di desideri infranti.

Oltre il sogno non so amare,
superato l'universo, non so nuotare,
e oltre queste parole,
mi perdo nell'infinità delle cose
mai accadute.



One - Francesco Krt



domenica 2 aprile 2017

Le Fan-Art di Faby

Salute, Esploratori!

Questo post è interamente dedicato a un'aspirante fumettista, Fabiola Marcomeni - (Faby_art su Instagram dove potete trovare tutti i suoi lavori) - che con la sua magica matita è riuscita a donare forma e bellezza alle parole, ai personaggi protagonisti della saga.
Qui di seguito:


Adne e Gheler
Elden e Adeleo

Egaroth e la sua forma da Chimera

Egaroth (quando è felice)


Concept di un Orghen

Concept di una donna Elielan

Concept di un Urok

Che dire? Uno più bello dell'altro e non sono gli unici! Faby si è appassionata al mondo di Gheler e continua a mandarmi le sue fan-art, e per quanto mi riguarda potrebbe continuare anche per sempre perché questo, Esploratori, da un senso maggiore a un libro, è ciò che ripaga degnamente il tempo dedicato alla scrittura e da valore alle notti insonni, alle delusioni travestite da numeri, alle volte in cui hai dubitato di te stesso.
Cosa ne pensate?
Per quanto mi riguarda, Fabiola è riuscita perfettamente a identificare e a inquadrare ciò che ha letto. Guardando alcuni disegni ho addirittura pensato che fossero meglio di come io stesso li avevo immaginati!
Alla prossima, Esploratori.

sabato 18 febbraio 2017

Derioma è tornato, gratis e con una nuova veste (non solo grafica)

Salute, esploratori!
Magari qualcuno si ricorderà di Derioma, il mio romanzo segretissimo che inizialmente non riuscii a pubblicare gratuitamente. Ebbene, dopo mille peripezie, nuove correzioni, una nuova veste grafica molto più bella dell'originale e un sottotitolo (l'origine dell'universo), sono riuscito a soddisfare questo mio desiderio.

Gratis, perché? 
Ci sono molti perché dietro questa scelta ma parlerò di uno soltanto, del classico: perché no?
Derioma è un libro particolare, che fa da fulcro all'universo (Bibliografia) dei miei mondi (libri) futuri e passati. Inoltre, questa fantomatica origine è raccontata attraverso un particolare viaggio, una scelta narrativa che inizialmente potrà confondere il lettore, tuttavia questi troverà le sue risposte alla meta, come è ovvio che sia (ma dirlo non guasta, che ad oggi i più lo dimenticano)

Cosa c'è di nuovo: cover e testo.
Rispetto alla prima edizione, ci sono state varie correzioni, alcune molto grosse che comprendono un intero capitolo. Tuttavia, nella trama nulla è cambiato.
Riguardo alla cover: ho deciso di cambiare approccio. Se la prima descriveva alla perfezione il romanzo, di sicuro non attirava lo sguardo e la curiosità.
#2015
#2017 





















Il salto di qualità è notevole.
Questa seconda cover è stata realizzata su mie specifiche da Enzo Petrucci, e ritenermi soddisfatto del risultato che ha ottenuto è dire poco.

Dove scaricarlo:
Derioma è già disponibile su gran parte degli Store online, ed è gratuito.
In alcuni di questi però non vi è stato un aggiornamento completo, difatti il romanzo risulta avere ancora la vecchia cover e il vecchio testo: falso. Ho notato che, scaricandolo, in realtà le versione è aggiornata alla seconda edizione. Penso basterà attendere ancora qualche giorno per avere le giuste anteprime. Di seguito, comunque, vi metto alcuni link:
Amazon
GPlay
Kobo










domenica 15 gennaio 2017

Lettera dal passato

Scrivo questa lettera a te che vieni dal futuro.
Scrivo questa lettera per parlarti del mio presente.
Non ho una spiccata cultura, non viaggio molto, o almeno non fisicamente.
Conosco poco del mondo, perciò spesso mi sento banale, una pedina fuori posto che pensa di potersi muovere in diagonale e mangiare chi gli sta davanti. Un illuso.
Tuttavia non è una buona ragione per tacere, per conservare e sopprimere i pensieri.
Ti scrivo questa lettera perché l'idea di poter comunicare con il futuro mi fa piangere di meraviglia. Trovo meraviglioso tutto ciò che ha la capacità di perdurare nel tempo, che necessita di un solo istante d'ispirazione per essere inciso e tutta l'eternità umana per essere lodata o disprezzata. È ciò che provo quando osservo un dipinto rinascimentale, un edificio medievale, un vulcano che sovrasta l'orizzonte, la traccia di un fossile.
Passerà anche questa notte, come tutte le altre notti, e si perderà nello scorrere del tempo finché non arriverà qualcuno dal futuro e dirà: in quelle notti di Gennaio egli ha inciso queste parole, ed ecco che futuro e passato collidono nel presente.
Perciò ti scrivo questa lettera.
Vorrei parlarti di come vedo il mondo, di come un ragazzo di 25 anni ha finalmente calato l'ancora nell'infinito e ha accettato di credere in qualcosa. Nel mio presente, credere in qualcosa è estremamente difficile. Fino a ieri avrei detto che è addirittura impossibile.
Dalla più piccola delle banalità alla più grande delle tragedie, dalle sfortune personali alle guerre lontane di cui si sente spesso parlare, vagavo come un folle nel vuoto della vita, un'anima solitaria, egoista, capace soltanto di osservare, scrivere, ridere, piangere, ignorare. Bastava un po' di vento contrario e la mia barca si ribaltava, calavo a picco nell'oceano e mi abbandonavo alla corrente. Prima di tornare a galla passavano giorni, spesso mesi.
Vorrei parlarti di cosa provo quando passano in televisione il cadavere di un bambino morto annegato, disteso su una riva, su un set fotografico da prima pagina. Vorrei parlarti dei denti stretti, degli occhi gonfi, della fragilità delle cose. La mia fede è sempre stata fragile, una parte di me desidera ancora che Dio esista davvero, che possa punire e perdonare, donare la pace eterna. L'altra parte di me desidera solo ripudiarlo.
Vorrei parlarti di cosa provo quando la notizia dell'ennesima strage mi fa mancare il fiato, e vorrei parlarti di come l'avidità, l'egoismo, il pensiero di non essere tra le vittime, di non essere il carnefice, mi ricorda che posso tornare a respirare, che non ho colpe.
Vorrei parlarti delle ragioni che spingono gli uomini al conflitto, alla guerra, purtroppo non le conosco. Ti dirò di più: non vorrei mai conoscerle. Le ragioni giustificano ed io non voglio giustificare il terrore, non voglio farne parte.
Vorrei parlarti di queste notti passate a scrivere mentre gli altri sono fuori a divertirsi, a corteggiare le donne che amano o chissà cos'altro. Non cerco risposte, spesso penso semplicemente che le cose accadono e basta, che non bisogna chiedere al sole di sorgere perché si ha paura del buio, che il buio non ha colpe. Vorrei poter essere il buio, o il sole, o la luna, o una roccia, o la brezza che accarezza il volto del neonato morto sulle rive del mare.
Di tutto questo, vorrei parlarti, ma sono piuttosto sicuro di non conoscere le parole giuste, quelle che non mi fanno sembrare o troppo stupido o troppo altezzoso. Perciò lascia che questo testo sia semplicemente "questo testo". Un testo che desidera comunicare con un futuro qualsiasi.
Sappi, perciò, che il mondo di oggi non ha ancora compreso l'essenza dell'infinito e il volto del vero Dio che tutti dovremmo, in un modo o nell'altro, lodare.
La storia. È la storia che giudicherà le azioni dell'uomo del presente, è la storia il vero Dio che ci guarda dall'alto del tempo, ed essa non perdona, non è misericordiosa, non ha un bianco paradiso ma ha bianche pagine.
Nel mio futuro, nel tuo presente, quelle pagine saranno piene di fatti, di verità e supposizioni. Quando leggerai di noi spero che il tuo, nei nostri confronti, non sia un giudizio di sfiducia o di rimprovero.
Tuttavia non ho mai amato la speranza, né l'ho mai attesa.
Se mi chiedessero: a chi affideresti la tua speranza?
Io risponderei: alle parole del passato.
Perché sai, nel mio presente si commettono spesso gli stessi errori del passato. Siamo intrappolati nella nostra memoria a lungo termine e non vogliamo più credere alla storia, ai libri, alla fantasia, alle fiabe, all'infinito; vogliamo soltanto credere in un solo Dio. Perché cerchiamo colpevoli e non soluzioni, e quando cerchiamo soluzioni vogliamo che siano soluzioni semplici e le applichiamo anche ai problemi complessi. Dio interpreta la parte del colpevole per chi cerca sfogo, e della soluzione semplice per chi rincorre la salvezza.
Io ho smesso di cercare colpevoli ma non sono neanche capace di trovare soluzioni complesse.
La mia fede è diventata l'infinito, e nell'infinito ogni cosa, anche l'impossibile, diventa possibile. Diffidate da ciò che sembra: non è ottimismo. Non sarebbe da me. Io  trovo conforto nel pessimismo, nella sfortuna, nel nero pece, nell'aria viziata, nell'incomprensione e nelle illusioni. Il mio più grande desiderio è annegare nelle illusioni, nelle infinite possibilità che in questo mondo, in questo presente, potrebbero accadere ma non accadranno. Solo pensandole, solo immaginandole, queste cose bellissime accadono nell'infinito. Ed ecco che anche colui che è un illuso può trovare conforto.
Vorrei donare a questa lettera un finale degno, o perlomeno decente ma non ci riesco. Potete, tuttavia, immaginare che lo sia.
E da qualche parte, nell'infinito, sicuramente lo è.

Destruction and Protection - KRT




mercoledì 7 dicembre 2016

Avrei voluto

Avrei voluto amarti di più,
continuare a rincorrerti.

Avrei voluto saper suonare qualcosa,
avrei voluto saper cantare,
raggiungere il cuore delle persone in un istante;
340 metri al secondo già mi bastano.

Avrei voluto saper parlare in pubblico,
mostrarmi sicuro di quel che ho da dire.

Avrei voluto conquistare i tuoi occhi,
almeno per un giorno.
Avrei voluto parlarti, sognarti,
invece le mie notti sono sature d'incubi
e le mie giornate son colme d'un vuoto che sazia.

Avrei voluto aiutare chi ne ha bisogno,
piangere piuttosto che trattenere.

La scrittura è un percorso lento e solitario,
scrivere significa errare nel vuoto e nel tutto
ed io avrei voluto, proprio adesso,
averti qui al mio fianco,
affrontare questo viaggio insieme,
piuttosto che farmi bastare il tuo ricordo.

Mi basta il tuo ricordo.
Avrei voluto amarti di più.  

Ancient love - Krt

venerdì 18 novembre 2016

Lettera d'odio - Video e Testo (commentato) di un illuso

Salute, Esploratori.

Diverso tempo fa dedicai una lettera d'odio alla scrittura; oggi, sempre grazie alla OzneProduction, è diventato un breve video lungo 2 minuti. 
La voce è di Canio Manniello.

Enjoy:



Il testo (commentato) 


Amarti è la cosa peggiore che potesse capitarmi.

 Amarti è sognare di avere le ali e svegliarsi in una cella buia grande poco più della tua testa.
(Provate a scrivere per diverse ore; tornare alla realtà, poi, non è cosa facile)

Amarti è sfiorare le vette delle montagne più alte del mondo e svegliarsi in un fosso.

Amarti è licenziare Dio per un istante e svegliarsi tra le fiamme degli Inferi.
(Poter creare, dirigere, dipingere un intero mondo; mentre fuori da quel mondo guidare il proprio destino è un po' come afferrare un pugno di sabbia e stringerla forte tra le dita, nel vano tentativo di non lasciarsela sfuggire)

 Amarti è costruire una felicità fatta di polvere e svegliarsi nel mezzo di una tempesta.
(Basta un pensiero fuori posto, il cellulare che suona, qualcuno che spezza la tua concentrazione e tutto finisce. Prima eri lì, felice, ora è bastata una sottile brezza a svegliarti dall'illusione)

 Amarti è toccare con mano il sole e lamentarsi delle dita bruciate, è soffrire ed essere incapace di accettare il dolore, è uccidere un uomo e piangere sul suo cadavere.
(Ne è la prova questa lettera. Continuo a farmi del male e lamentarsene è un po' la cura a questo dolore)

 Amarti è commettere più volte lo stesso sbaglio, lo stesso omicidio.

 Amarti è chiedere scusa per lo stesso errore, è dire ti amo a chi non ti ama e ti odio a chi non ti odia.

 Amarti è vivere in eterno sotto una lapide, sepolto da un metro di terra e cento chilometri di aria.

 Amarti è vivere in eterno in una gabbia ed essere libero soltanto di odiare.

 Amare te è...

 Amare la scrittura è la cosa peggiore che potesse capitarmi.
(Invidio chi ama ciò che lo rende libero dall'illusione)

lunedì 26 settembre 2016

Lettera alle donne che avrei voluto amare

Sono un codardo.
Un'incapace.
Non lo dico per sembrare una vittima.
Al contrario.

Da diversi anni il mio cuore batte solitario, facendosi bastare la propria eco.
Eppure, nonostante l'apatia, agli occhi è ancor più difficile comandare.

La prima sei stata tu.
Eri semplice, ti bastava poco per essere felice.
E ho pensato, un giorno, che tra il tuo e il mio poco, potevamo diventare tanto.
Ma l'ho pensato solo una volta.
Non avevo voglia di donare il mio poco per paura di restare con niente.

Poi sei seguita tu.
Troppo lontana.
Non ti ho nemmeno mai vista dal vivo.
Ancora oggi non conosco l'effetto del tuo sorriso.
Conosco solo la tua spiccata intelligenza. Le tue parole e le tue paure. Ciò che fai tutti i giorni per sopravvivere all'eterno desiderio che opera nella mente di ognuno ed è causa della sofferenza e dell'abbandono.
Non poteva funzionare.
Non può funzionare.

Con te è diverso.
Ho provato a comprenderti ma non ci sono riuscito.
Sollevi la mano e poi la tiri subito via.
Vuoi essere come tutte le altre.
Vuoi che ti si faccia una gran corte; ma io sono un miserabile.
Non ho false cortesie per te, non ho ostentazioni.
Ho solo me stesso e non ti basta.

Tu, invece, sei ancora viva nella mia mente.
Ti vedo raramente, con quei capelli assurdi che da soli bastano a mettere allegria.
E quando non bastano, c'è il sorriso.
Ti fisso un attimo e non riesco più a slegare gli occhi da quella chioma ribelle, dalle sonore risate, dalle labbra che battono le parole.
Ma non ho né il coraggio né la voglia di avvicinarmi.
Di salutarti.
Di comprenderti.
L'ho già fatto altre volte e adesso la cosa mi annoia.
Che poi è sempre la solita routine; presentarsi, dire qualcosa di stupido, farla ridere è importane, offrirle da bere, parlare del più e del meno, ascoltare (ascoltare è ancora più importante) se si accorgono che sei uno che sa ascoltare, hai già buone possibilità.
Invitala a uscire di nuovo, questa volta da soli, cerca di rendere ogni istante speciale, non dimenticare le pause; mai andare di fretta. Il fuoco rovente muore prima di quello che brucia lentamente.
Non ho interessi in tutto questo.
Vorrei amarti quando ti vedo ma sono uno che guarisce in fretta.
Eppure meriti un dono.
Adesso sei parte di un testo.
Un testo che mi ha rubato del tempo.
Ti ho dedicato del tempo, un'insignificante parte della mia vita.
Spero apprezzerai; nient'altro farò per te.
Perché mi basta l'eco del mio cuore, eco che incide parole come queste.

Mi bastano parole come queste.

White Love
Di Krt

lunedì 19 settembre 2016

Lettera alla noia



Sapete, di solito uno scrive quando è ispirato, quando ha qualcosa da dire. 
Stanotte provo a fare l'esatto opposto. 
Scrivo immerso nel disagio. 
L'anima ripudia l'arte. 
Mi tremano le dita. 
Non voglio scrivere, non ho nulla da dirvi.
Ma ci provo comunque. 
Odio questa mia idea. 
Il sangue ribolle, la testa rifiuta le parole. 
Ogni colpo sulla tastiera è pari a un coltello che gira e rigira nella stessa piaga. 
Respiro.
Sospiro. 
Cerco di darmi un contegno. 
Un obiettivo. 
Non ne ho nessuno. 
Forse il disagio. 
Forse la noia. 
Penso che la noia sia per pochi. 
Per quei pochi che sanno amare solo una cosa alla volta.
Io so amare solo una cosa alla volta.
Per questo scrivo e basta. 
Io so odiare solo una cosa alla volta. 
Per questo scrivo e basta.

BlackHole di Krt

sabato 3 settembre 2016

Lettera al futuro




Non so spiegarne il motivo ma quando penso al mio futuro, lo immagino orribile.

Se guardo avanti, vedo una morte a metà tra l'orrido e il ridicolo. Io che a quarant'anni perdo il lume della ragione, che mi cago addosso due volte al giorno, che rido senza motivo, sbavo, vomito, mi ficco le dita nelle orecchie e mi mangio il cerume; cado come un cretino e crepo nella totale inconsapevolezza.

Se guardo avanti, vedo un'infinità di sfortune, di opportunità mancate. Annego nei debiti, annego nella depressione, nell'ansia, nei ricordi e nella piscina comunale.

Se guardo avanti, vedo tutti gli altri proseguire mentre io resto immobile, coperto di polvere, di dubbi, dalla paura di fare un passo. Vedo i vostri traguardi, vi invidio, vi odio; mi giustifico banalmente. Lo faccio sempre. Non era quello che volevo. Non è quello che vorrei per me.

Se guardo avanti vedo il vuoto, l'oscurità. Per quanto provi a cambiare punto di vista, l'oscurità non cambia e tu non cambi di conseguenza.

Se guardo avanti vedo tutto ciò che non vorrei adesso. Una malattia improvvisa. Il fallimento. La perdita.

Se guardo avanti vedo la fine di questo testo. Finirò a parlare della mia dipendenza, del mio legame, finirà un po' come tutti gli altri, con mille dubbi e rancori, con me che sospiro queste lacrime e penso: chissà se piacerà. Chissà se qualcuno leggerà ciò che sto scrivendo. Chissà cosa penserà davvero, se gli sembrerò ridicolo, idiota, magari anche un po' coglione. O se nella sua testa, se nella tua testa, hai iniziato a tessere lodi. Ora come ora m'importa solo della tua sincerità. Dimmelo. Sii sincero.

Nonostante tutto, preferisco guardare avanti piuttosto che indietro. Sono abbastanza nostalgico, in realtà, tuttavia dimentico la maggior parte delle cose, a partire da quelle importanti. Ed è così che immagino il mio futuro, un futuro che cancella il passato, che lo dimentica e commette inevitabilmente gli stessi errori. Un circolo vizioso di banalità.

Per questo scrivo. Perché la scrittura si sta incidendo adesso, in questo preciso istante. Siamo io e lei, qui ed ora e tu non puoi saperlo, non sai niente, non sai nemmeno il perché. Un incontro segreto, non chiamato ma soltanto voluto; desiderato. E la scrittura resta, non è come i ricordi, come le parole dette. Lei resta lì finché tu non la cancelli. Che il vero controllo di sé è questo, decidere quando cancellare qualcosa e quando tenerlo sotto chiave. Potrò sempre rileggere questo testo. Sempre. Puoi guardare avanti quanto vuoi, mentre scrivi, ma più avanti del presente non esiste niente, nessuna strada.

Stanotte non guardo avanti, stanotte incido queste parole in qualsiasi presente dell'universo.


martedì 30 agosto 2016

Gheler l'esploratore - BOOKTRAILER e retroscena

Salute, Esploratori!
Prima di tutto, godetevi il Booktrailer completo, realizzato in collaborazione con Ozne Production!

Mettetelo a 1080p, volume al massimo, cuffie nelle orecchie, stanza buia e... enjoy!



Il Booktrailer vuole raccontare, attraverso le immagini e il testo narrato da Canio Manniello, ovvero la quarta di copertina de Il legame dei draghi, i quattro protagonisti principali della saga.


E attraverso i luoghi, anche i popoli che abitano il mondo di Gheler l'esploratore. 
Partiamo dagli Etne, le cui scene sono state girate sul Monte del Belvedere a Oppido Lucano. 






 Legati ai propri Ledah, alberi dalla particolare fioritura, gli Etne non possono provare sentimenti negativi ma il prezzo è alto; nessuno di questi può scegliere la propria strada. Immobili, legati alla natura, tra questi spicca il personaggio di Adne la ribelle, una delle poche Etne che ha avuto il coraggio di abbandonare la propria casa. In cerca di cosa? Di una freccia capace di liberarla dal legame. Per questo, uno dei detti proibiti nel Sialden, è: se esiste l'odio e il dolore, deve esserci una ragione.

Passiamo alla seconda fase di registrazione: Adeleo e Nuria.
Nuria è l'Impero dei senza-legame, e come tali questi hanno iniziato a costruire città e castelli, ad abbattere alberi, a fondare una vera e propria industria basata sugli alberi di Ledah, molto più resistenti e longevi, e questa è stata la prima vera ragione che li ha portati più volte alla guerra.




Qui siamo davanti le immense mura del Castello di Lagopesole. Adeleo è un personaggio particolare e in continua evoluzione; è uno tra i pochi Nuriani che disprezza il suo stesso popolo, che desidera un legame da proteggere come le altre razze, che piuttosto che dare la colpa alla natura stessa, punta il dito contro l'avidità di Nuria. Secondo Adeleo, è colpa loro se la natura ha rifiutato di affidare al suo popolo qualcosa da proteggere; perché non ne sono capaci. Difatti, un Dio della guerra Nuriano disse: Esistono più buoni motivi per combattere che per amare.
Ed è proprio per questi suoi ideali che sceglie di salvare Elden, azione che lo porterà a diventare il "Principe esiliato".

Da Nuria, facciamo un salto nel mare, tra gli Elielan, il popolo marino legato a una perla.


Qui siamo a Maratea; spiaggia nera.
La perla di Elden è irregolare, e questo ha cambiato il suo aspetto. Difatti, Elden non somiglia al resto del suo popolo. Ha pochissime squame, ha i capelli e preferisce il tocco della terra e del sole a quello del mare. A proposito del mare, una sua legge antichissima recita: Se la causa è l'amore, non può esistere sbaglio, giudizio o condanna. Vi sembra troppo banale? Beh, gli Elielan, vivendo sott'acqua, hanno imparato a comunicare attraverso la propria perla, capace quindi di captare i sentimenti dell'altro. Per questo motivo la giustizia e le leggi sono molto più flessibili, perché i più anziani sono sempre capaci di comprensione quando giudicano qualsiasi tipo di reato. 

Dal mare passiamo alle montagne: gli Orghen e il loro legame, i lupi di lava. Per motivi abbastanza comprensibili, non vedrete lupi di lava nel Booktrailer (ma foooorse vedrete un drago - o quasi) 





Qui siamo tra le spettacolari Dolomiti Lucane (Non c'è foto abbastanza degna che possa mostrare realmente la loro bellezza)
Gheler è cresciuto tra gli Orghen a suon di torture, perciò si presenta, inizialmente, spietato e freddo, indifferente dinanzi alle sofferenze altrui. Il suo detto è: Ogni uomo è condannato a subire la propria cattiva sorte. 

Una volta girate le scene per i quattro protagonisti, non ci restava che metterli intorno a un falò, sempre sul Monte del Belvedere. E qui, nel libro, Gheler dice quella frase al Principe esiliato e alla Etne ribelle, per rispondere ai dubbi del primo di cui vi ho narrato prima. "Anche a voi è stato imposto un legame; proteggete ciò che amate"



Sì, sono io; sì, dovevo farlo.
A questo punto avevamo tutte le scene; mancava solo la voce di Gheler. 

Mezzi professionali.
Perciò non ci restava che proiettarlo sul grande schermo! 


Il giorno 12 Agosto, presso il cine-teatro Obadiah di Oppido Lucano, il paese in cui vivo, ho presentato il terzo romanzo della saga e proiettato il Booktrailer. Inutile dire che è stato bellissimo, per quanto l'ansia mi abbia fatto penare, è proprio superare questi momenti di panico, di paura, che rende un evento unico (per quanto mi riguarda, almeno) sapete, stare dall'altra parte è facile. Mi è capitato molte volte di assistere a un qualsiasi tipo di performance che richiede un pubblico; la comprensione vera arriva quando le cose le si prova davvero, no? 
Per questo Adne è fuggita. 





E questo è quanto. 
Vi saluto, esploratori; a presto.

giovedì 11 agosto 2016

Gheler l'esploratore - Gheler || TEASER 04

Salute, esploratori.
In collaborazione con Ozne Production, durante queste due settimane usciranno diversi Teaser che racconteranno visivamente e in 30 secondi i quattro protagonisti della saga; Adne - Adeleo - Elden - Gheler.


Questo quarto ed ultimo Teaser pre-Booktrailer "parla" proprio di lui, del protagonista.
Tutte le scene sono state girate in Basilicata (qui siamo tra le dolomiti lucane di Pietrapertosa) poiché, oltre a mostrare le peculiarità delle razze presenti nella saga, era mia intenzione anche mostrarvi piccoli pezzi della mia "regione desolata", una piccola terra di mezzo quasi dimenticata.
Supportateci lasciando un mi piace, condividendo e commentando!

Enjoy:

lunedì 8 agosto 2016

Gheler l'esploratore - Elden || TEASER 03

Salute, esploratori.
In collaborazione con Ozne Production, durante queste due settimane usciranno diversi Teaser che racconteranno visivamente e in 30 secondi i quattro protagonisti della saga; Adne - Adeleo - Elden - Gheler.


Questo terzo Teaser "parla" di Elden.
Tutte le scene sono state girate in Basilicata (qui siamo sulla spiaggia nera di Maratea) poiché, oltre a mostrare le peculiarità delle razze presenti nella saga, era mia intenzione anche mostrarvi piccoli pezzi della mia "regione desolata", una piccola terra di mezzo quasi dimenticata.
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giovedì 4 agosto 2016

Gheler l'esploratore - Adeleo || TEASER 02

Salute, esploratori.
In collaborazione con Ozne Production, durante queste due settimane usciranno diversi Teaser che racconteranno visivamente e in 30 secondi i quattro protagonisti della saga; Adne - Adeleo - Elden - Gheler.


Questo secondo Teaser "parla" di Adeleo, principe Nuriano.
Tutte le scene sono state girate in Basilicata (qui siamo al castello di Lagopesole) poiché, oltre che mostrare le peculiarità delle razze presenti nella saga, era mia intenzione anche mostrarvi piccoli pezzi della mia "regione desolata", una piccola terra di mezzo quasi dimenticata.
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lunedì 1 agosto 2016

Gheler l'esploratore - Adne || TEASER 01

Salute, esploratori.
In collaborazione con Ozne Production, durante queste due settimane usciranno diversi Teaser che racconteranno visivamente e in 30 secondi i quattro protagonisti della saga; Adne - Adeleo - Elden - Gheler.



Il primo "parla" di Adne, la Etne che vive nei boschi del Sialden.
Tutte le scene sono state girate in Basilicata, poiché, oltre che mostrare le peculiarità delle razze presenti nella saga, era mia intenzione anche mostrarvi piccoli pezzi della mia "regione desolata", una piccola terra di mezzo quasi dimenticata.
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domenica 31 luglio 2016

Lettera a tutto ciò che ho abbandonato

A voi non servono le mie scuse; di quelle ne ho bisogno io. 
È che va così. 
Perdo subito interesse o amo per sempre; non c'è una via di mezzo. 
Certe cose non le controlli. 
Certe cose, per quanto ci provi, vanno così e basta. Anche quelle che hai iniziato tu. 
Le inizi e le finisci, e nel mezzo c'è sempre una vittima innocente. 
Delle volte sei tu, altre io; spesso nessuno dei due. Intervengono terzi, pretesti, vittime inconsapevoli. 
Se penso alla prima cosa che ho abbandonato nella mia vita, mi viene in mente un pupazzo di plastica senza volto. 
Forse era un personaggio della Disney. Avevo pochi anni, sei o sette. 
Di solito non ricordo granché della mia infanzia. 
Di solito non ricordo granché di niente. 
Però quel pupazzo vive ancora nella mia memoria, seppur vagamente. 
L'ho abbandonato al mare perché ne trovai uno più bello. Uno più colorato. 
Ti chiedo scusa. 
Poi, con la consapevolezza del futuro, ho abbandonato il mio sogno più grande; diventare un poliziotto. 
Da piccolo odiavo la criminalità, che nella mia ancor più piccola visione del mondo si limitava al bullismo. 
Volevo arrestare i bulli delle scuole elementari. 
Se penso alla scuola media, durante il primo anno ho abbandonato il primo falso amore per un altro ancora più falso. 
Ancora più impossibile. 
Dopo la scuola media ho abbandonato altri sogni. L'archeologo. Il pittore. L'architetto. 
Io lo volevo fare davvero, l'architetto, ma l'architettura è tutto un inganno. 
Si mostra agli occhi come un'espressione di libertà e anarchia e quando la assaggi ti accorgi che in realtà ha un sapore amaro,
che sa di canone e regole da rispettare. C'è a chi piace; a me non piaceva, quindi ho abbandonato. 
Mi spiace anche per te. 
Ho abbandonato studi, opportunità, qualche amicizia ostacolata dalla distanza, altri falsi amori. 
Ho abbandonato i miei stessi ricordi. 
Prima di scrivere questa lettera ero convinto di essermi lasciato poco o niente alle spalle. 
Invece ora mi accorgo di aver abbandonato un sacco di idee, libri scritti a metà, testi personali e parole solitarie. 
Ho abbandonato la mia fede in Dio. Ho abbandonato la voglia di riprovarci.
La voglia di dialogare con lui. 
Di ricrearlo. Un'immagine di conforto. 
Un bastone, un sostegno, una parete tra il nulla e il tutto.
Ho abbandonato la voglia di combattere. Di agire. Di cambiare il mondo. 
Penso che tutti vorrebbero cambiare il mondo ma il problema principale è che lo vuoi perché non sai come farlo. 
Non sai in cosa cambiarlo. Si ama semplicemente l'idea. 
Nel tempo ho capito che il dolore è il catalizzatore dell'abbandono. 
Basta che qualcosa mi faccia un po' del male e la lascio lì, sull'autostrada della vita. 
Basta che qualcosa minacci l'ispirazione, la tranquillità e la pace. 
La scrittura è l'eccezione che conferma la regola. 
Lei mi fa del male in mille modi diversi. 
Cambia tortura ogni giorno, ogni ora e parola. 
Mi toglie la fame, la compagnia, i desideri umani, la voglia di essere umano, di amare, di odiare; mi priva di tutto. 
Mi svuota completamente. 
Ho abbandonato il meno peggio per il peggiore dei mali. 
Sono un ostaggio, un martire, perché tutti abbiamo un carnefice; ed il mio è la scrittura. 


giovedì 30 giugno 2016

Lettera alla semplicità

Colgo quest'attimo di meraviglia. 
Penso ai sogni. 
Penso alla notte buia, solitaria. 
Ho sognato amori e orrori e poi li ho dimenticati. 
Li ho dimenticati come dimentico il vento. 
Il vento che mi scuote i capelli.
I capelli che mi accarezzano il volto.
Il volto rigato dalle lacrime.
Lacrime di gioia.
La gioia che mi coglie in attimi comuni, semplici.
La semplicità è quel che cerco.
Cerco la semplicità, non la felicità.
La felicità è sempre un passo indietro, mi basta fermarmi e lei mi raggiunge.
Raggiungermi però è complicato, spesso mi ritrovo a correre.
Corro lontano, perdo la strada e mi sveglio nel pieno della notte.
Nella notte colgo quest'attimo di meraviglia.
Penso alla vita.
Non so esprimerla.
Penso alla morte.
Morire dev'essere orribile.
Penso all'amore.
L'amore non è mai stato in cima alle mie priorità.
Penso all'odio.
Ho odiato, odio e odierò ancora ma cerco di non condividerlo con gli altri.
Penso al mare.
Il mare mi fa sentire bene, soprattutto quando non fa caldo e la spiaggia è vuota.
Penso a chi scrive.
Scrivere è la chiave che libera l'uomo dalle catene della mortalità.
Penso a chi legge.
Leggere è aggiungere anelli alle catene della mortalità, così da raggiungere luoghi distanti.
Penso a chi è distante, a chi sta partendo.
Non ho parole di commiato.
Penso a chi sta soffrendo, a chi è triste.
Non ho parole di conforto; non stanotte.
Stanotte colgo quest'attimo di meraviglia e penso ai sogni che nascono nell'attesa della solitudine.
Penso che stare da soli è semplice, ed io cerco la semplicità.